vento di marzo

weegee telefono

Mi trascini a fine inverno in un diluvio
(sgrondano gl’incerati negli androni)
la neve che non è più rivedo;
ancora ritardano le gemme.
Dimmi non sarà derisorio
il vento di marzo per carità di un
demone tormento
ridicolo di lucciola. Ah,
tu, presto una mattina vattene.
Lasciami. Dopotutto so
di avere ricevuta in aggiunta
alla morte la vita. Potrei
renderla in qualunque momento
svenata del suo incanto.
Non nel vento di marzo quando
macera una grazia sugli alberi,
pavide gocciano le foglie.
Non nel vento di marzo.
Anche se da ieri i tuoi occhi
di un giorno muoiono raggiando.

da Sguardo dalla finestra d’inverno, Ferruccio Benzoni, All’Insegna del Pesce d’Oro

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