Appunti per Trentasei e dieci vedute n.21

craig semetko

(…) ciò che fanno i fotografi di talento non è, ovviamente, definibile né come semplicemente predatorio, né come semplicemente – ed essenzialmente- benevolo.La fotografia è il modello di un nesso intrinsecamente equivoco tra l’io e il mondo, e la sua versione dell’ideologia realistica richiede a volte un annullamento dell’io di fronte al mondo, mentre autorizza in altre occasioni un rapporto aggressivo con il mondo a celebrazione dell’io. Entrambi gli aspetti di questo nesso vengono, a turno, continuamente riscoperti ed esaltati.

da Sulla fotografia. Realtà e immagine della nostra società – Vangeli fotografici, Susan Sontag, Einaudi, trad.di Ettore Capriolo

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>