Libri Necessari!

reparto poesia foto di Ribes Sappa

elio nella vecchia sede foto di Federica Salemi

 

Ai ficcanaso petulanti i librai porgono, con sussiego, l’epigramma 117 di Marziale. Alle smorfie per il latino spiegano: il poeta invita uno scroccone di libri ad acquistarli in una libreria ubicata ai fori. All’incirca lì.

E pertanto battono risoluti il piede sul mosaico per affermare: qui, qui! Vanto di una longevità multisecolare del locale. La sbandierano come la pietanza più appetitosa del menù.

La libreria sbiecata è ben radicata sull’orlo, sul precipizio degli scavi del Foro Augusto. Basta sporgere una gamba nella voragine e il piede viene rivestito dal calzare, o dai calcei con le strisce di cuoio che si attorcigliano ai polpacci. E c’è il solito importuno, venditore di lupini, a chiederti: Quo vadis?

Un’immersione nella storia, in quella buca con i pezzi di colonna di cacio raggrumato – tributo dei cafoni – rotolanti. La base scolpita con la panna dei maritozzi. I frammenti di pavimentazione sparsi sono insidiati da una cicorietta resa lucida e trasparente per gli sprazzi di luce che filtrano dagli spiragli, dagli spigoli colpiti e sgomitati. Il Foro? Gli avanzi di un pantagruelico picnic da sparecchiare: il puzzle interrotto di archeologi frettolosi e confusi.

Quando le bighe di “Ben Hur” sfrecciano, non rispettando i limiti di velocità, lasciano sulle vetrine un’impronta: le cartine dell’impero romano. Nelle diverse epoche, con le nuove conquiste.

Accovacciati, nella libreria, i bambini, tanti bambini. Ciechi per la loro innocenza gratuita e odorosa, con le orbite ancora da imbrattare. Olimpia li allatta con le fiabe. Olimpia, i capelli corvini alla Cleopatra. Un paralume al quale è stata cesoiata la parte centrale per far posto al viso. Le mammelle gonfie per spruzzare l’alfabestiale, coordinare i girotondi. Una mamma, una mamma lupa per tutti!

Nel vicino centro gli anziani monti ciani pigolano e becchettano, lemmi lemmi, condannati ad esser smemorati, Perché gli uomini possano, orfani dei ricordi, ripetere all’infinito i loro errori, i loro peccati.

E c’è un andirivieni dei vecchi a ciucciare, avidi, e dei bambini a vegetare accanto al nespolo polveroso del centro anziani di Monti. Un tempo Suburra. Con una traposizione dei ruoli e una filastrocca balbettata: Siamo bambini, siamo vecchi…

(continua…)

da Logos III edizione, Gianfranco Andorno, Giulio Perrone Editore 2008

sede nuova libreria foto di Ribes SappaAltrondo M&M

Altrondo a conchetta

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