così ogni cosa è nostra solo perché ne abbiamo bisogno

Rico: Dunque è tuo ciò che t’è caro e t’è caro ciò che potrà in futuro soddisfare un tuo bisogno.

Nino: Precisamente.

Rico: Tuo è ciò di cui non puoi fare a meno. Ma se tu non ne puoi fare a meno, non tu le hai in tua potestà, ma esse hanno te, e tu dipendi da loro che non puoi sussister senza di loro. – E le persone care non forse allo stesso modo ti sono necessarie e tu sei necessario a loro, ma il vostro amore non c’è chi lo possa saziare – né baci, né amplessi, né quante altre dimostrazioni l’amore inventi vi possono compenetrare più l’uno dell’altro? Ma sempre vi tiene un eguale bisogno vicendevole.-
Così ogni cosa è nostra solo perché ne abbiamo bisogno, solo perché ne usiamo – e mai abbiamo usato così delle cose della vita da non desiderare alcuna cosa, ma d’aver la nostra vita in noi. – Perché non possediamo mai la nostra vita, l’aspettiamo dal futuro, la cerchiamo dalle cose che ci sono care perché “contengono per noi il futuro”, per essere anche in futuro vuoti in ogni presente e volgerci ancora avidamente alle cose care per soddisfar la fame insaziabile e mancare sempre di tutto. -Finché la morte togliendoci da questo gioco crudele, non so cosa ci tolga – se nulla abbiamo. – Per noi la morte è come un ladro che spogli un uomo ignudo.-

da Il dialogo della salute e altri scritti sul senso dell’esistenza, Carlo Michelstaedter, Mimesis

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