noi facciamo ciò che siamo

pifferaia di Hamilan

5 – Leggendo me stesso

Come tant’altri provai giusto orgoglio e più che giusto,
dapprima accendendo fiammiferi che mi portavano il sangue al bollore;
imparai i trucchi del mestiere per dar fuoco al fiume,
per un motivo o per un altro non scrissi mai nulla a cui dover ritornare.
Anche supponendo che io abbia chiuso con i fiori di cera
e mi sia guadagnato un ingresso alle pendici minori del Parnaso…
Nessun favo si fabbrica senza che un’ape
aggiunga cerchio a cerchio, cella a cella,
la cera e il miele di un mausoleo:
questa cupola rotonda dimostra che il suo creatore è vivo,
la spoglia di quell’insetto vive conservata nel miele,
prega che l’opera peritura viva tanto
da permettere all’orso goloso di profanarla –
questo libro aperto… la mia bara spalancata.

da Poesie (1940-1970), Robert Lowell, Guanda, trad.di Rolando Anzilotti

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