togliti la sciarpa


Riccardo Mannelli

 

Andai quindi prima in punta di piedi verso la stanza di mia moglie. La raggiunsi e vidi che era quasi buia. Aprii silenziosamente la porta. Ella pareva stesse sognando. Gridò forte e distintamente: “Togliti la sciarpa.” Andai al suo capezzale e mi piegai fino a che potei sentire il suo respiro caldo e regolare sul volto. Quale calore piacevole, quale vitalità nel suo respiro! Mi pareva che se soltanto per poco avessi respirato in questo calore sarei tornato alla vita. Per molto tempo avevo creduto che il respiro degli altri dovesse essere ardente come il mio.

da La civetta cieca, Sadègh Hedàyat, Feltrinelli, trad.di Marco Guarnaschelli

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