l’eternità attraverso gli astri

L’universo intero è formato da sistemi stellari. La natura per crearli, non dispone che di cento corpi semplici. Malgrado il prodigioso profitto che sa trarre da queste risorse, e malgrado l’incalcolabile numero di combinazioni possibili della sua fecondità, il risultato è necessariamente un numero finito, come quello degli elementi stessi, e per popolare lo spazio la natura deve ripetere all’infinito ciascuna delle sue combinazioni originali o tipi.
Ogni astro, qualunque esso sia, esiste dunque in numero infinito nel tempo e nello spazio, e non solamente in uno dei suoi aspetti, ma in tutte le forme che assume in ogni istante della sua esistenza, dalla nascita alla morte. Tutti gli esseri disseminati sulla sua superficie, grandi o piccoli, vivi o inanimati, condividono il privilegio di tale eternità.
La Terra è uno di codesti astri. Ogni essere umano è dunque eterno in ogni istante della sua esistenza. Quel che scrivo in questo momento in una cella di Fort du Taureau, l’ho già scritto e lo scriverò in eterno, su un tavolo, con una penna, con vestiti e in circostanze assolutamente simili. Così per ognuno di noi.
Tutte queste terre si inabissano, una dopo l’altra, nelle fiamme rinnovatrici, per rinascere e ricadervi ancora, monotono deflusso della sabbia di una clessidra che si gira e si svuota eternamente. Il nuovo è sempre vecchio, e il vecchio è sempre nuovo.

da L’eternità attraverso gli astri, di Louis-Auguste Blanqui, SE Studio Editoriale

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