georg trakl


georg trakl 1907
“sul banco sedeva immobile come una statua, grave” (ricordo di franz grimm)

 

“la klage, il lamento, è per trakl la cifra della propria non-coincidenza con il tempo collettivo, nella misura in cui l’orizzonte del dislocamento nominale, dunque materiale, del poeta sembra filare sul limite esterno della storia, è pertanto la maniera del suo canto, il suo “torklen”-, parola che monta proprio là dove il poeta appare sopraffatto e inesorabilmente residuato-“

“la klage si configura quindi non come una manovra agita in vista dell’ottenimento di qualcosa, essa non prevede alcun placamento, è più che altro una querulopatia, un’alterazione che porta a chiedere incessantemente soddisfazione di tutte le ingiustizie subite.”

 

da Idea di biografia di Clio Pizzingrilli, ne Gli ammutoliti. lettere 1900-1914, Georg Trakl, Quodlibet

 


georg trakl 1912


grete trakl 1912

2 thoughts on “georg trakl”

  1. non ho mai letto niente di trakl.

    ne ho sentito parlare e sempre mi arrivava come un ostico muro. non so bene dire da che cosa dipendesse.

    leggendo questo stralcio biografico, si allenta l’idea del rifiuto. e mi chiedo se sia più per le parole di clio pizzingrilli, o della foto di grete.

    a volte i libri ci vengono incontro anche così.

  2. il sonno

    maledetti oscuri veleni,

    bianco sonno!

    questo assurdo giardino

    di alberi vanescenti

    folto di serpi, falene,

    ragni, pipistrelli.

    straniero! la tua ombra perduta

    nel tramonto

    un tetro corsaro

    nel mare salato dell’affanno.

    frullano bianche ali ai confini della notte

    su rovinanti città

    d’acciaio.

    georg trakl

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