Scende da cavallo

Scende da cavallo, le offre la coppa
Dell’addio. Le chiede dove va
E perché deve. Io leggo questa poesia di un altro,
La riscrivo, la trasformo. ” Amico mio,

La felicità mi ha sorriso poco su questa terra.
Dove vado? Io cerco in queste montagne
Il silenzio, la pace del cuore. E’ la mia patria,
Non errerò mai più lontano da essa.

Il mio cuore? Va verso la sua ora?
Ma guarda, questa terra che amiamo è rifiorita,
E’ primavera, è nuovamente come nuova,

Le cime ovunque ridiventano blu.
Ti dirò addio? No, che per sempre,
Per sempre scrosci l’acqua, rifiorisca l’erba!”

da L’ora presente, Yves Bonnefoy, Mondadori, Lo Specchio, 2013 Trad.di Fabio Scotto

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Il descend de cheval

 

Il descend de cheval, il lui offre la coupe
De l’adieu. Il lui demamnde où elle va
Et porquoi il le faut. Je lis ce poème d’un autre
Je le réécris, le transforme. “Mon ami,

Le bonheur ne m’a guère souri su cette terre.
Où vais-je? Je cherche dans ces montagnes
Le silence, la paix du coeur. C’est ma patrie,
Je n’errerai plus jamais loin d’elle.

Mon coeur? Va-t-il paisible vers son heure?
Mais vois, cette terre que nous aimons a refleuri,
C’est le printemps, elle est à nouveau comme neuve,

Les cimes de partout redeviennent bleues.
Vais-je te dire adieu? Non, qu’à jamais,
à jamais bruisse l’eau, refleurisse l’herbe!”

You came to me carelessly

I found the fragrance separate from the flower
In all the logic I was lost
I found the fair light blossom to be sour
And beneath the soil the real cost
You came to me
Carelessly
I am iris and the lens
The bridge adjusting to the water, water, water
Water
The level inside will rise
A fallen monument lies
A prism is only walls
My arms will not be bars
The well now is your support
In auto-suggested pathways you are caught
You came to me
Carelessly
I am iris and the lens
The bridge adjusting to the water, water, water
Water
The level inside will rise
A fallen monument lies

Malinconia e la tua depressione

Freud intende la malinconia come la relazione distruttiva con quell’Altro che mediante un’identificazione narcisistica è stato interiorizzato come parte del sé. In tal modo i conflitti originari con l’Altro vengono interiorizzati e trasformati in un rapporto con se stessi che porta all’impoverimento dell’Io e all’autoaggressione. Alla base della malattia depressiva dell’odierno oggetto di prestazione non vi è al contrario alcun rapporto conflittuale o ambivalente con l’altro. Non vi è alcuna dimensione dell’Altro.

La malinconia scaturisce da una perdita. Quindi resta in una relazione, ovvero in una relazione negativa con l’assente. La depressione, al contrario, è scollegata da qualsiasi relazione o legame. Le manca la forza di gravità.

Il lutto emerge quando si perde un oggetto dotato di una forte carica libidica. Chi è in lutto resta completamente presso l’amato Altro. L’Ego tardo-moderno utilizza gran parte dell’energia libidica per sé. La libido residua viene distribuita e diffusa tra un numero crescente di contatti e di relazioni effimere. Rimuovere dall’Altro questa libido così debole, occupando nuovi oggetti, è quanto di più facile esista. Allora la lunga e dolorosa “elaborazione del lutto” non è più indispensabile. Gli “amici” sui social network hanno soprattutto la funzione di incrementare il senso narcisistico del sé, offrendo attenzione – in quanto consumatori- all’Ego esposto come una merce.

da Topologia della violenza, Byung-Chul Han, Nottetempo, a cura di Simone Buttazzi

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(…) E allo stesso tempo comprende perché Elus non sia più Elus: perché questo corpo morente non risveglia più nulla in lei. Perché non la riconosce. Perché lei non suscita più nulla in lui. Perché è preso dalla propria sofferenza, che lo riempie interamente. Perché non la vede. Si può davvero amare solo se stessi? (…)

Chris Marker tradotto da M.M.

sotto il doppio mento di Carlo Emilio Gadda