Le facoltà di perdonare, di fare e mantenere promesse

Il possibile riscatto dalla situazione di irreversibilità – di non poter disfare ciò che si è fatto – è la facoltà di perdonare.
Il rimedio alla imprevedibilità, alla caotica incertezza del futuro, è contenuto nella facoltà di fare e mantenere promesse. Entrambe le facoltà dipendono dalla pluralità, dalla presenza e dall’azione degli altri, perché nessun uomo può perdonare se stesso e nessuno può essere vincolato da una promessa fatta solo a se stesso.

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The possible redemption from the predicament of irreversibility -of being unable to undo what one has done-is the faculty of forgiving.
The remedy for unpredictability, for the chaotic uncertainty of the future, is contained in the faculty to make and keep promises. Both faculties depend upon plurality, on the presence and acting of others, for no man can forgive himself and no one can be bound by a promise made only to himself.

Hannah Arendt citata da W.H.Auden nel saggio Brothers & Others, in Selected Essays, Faber, 1960

La salvezza nel perdono, anche quando non richiesto

Non privare nessun essere umano dei suoi metaxu, cioè dei suoi beni relativi e confusi (casa, patria, tradizioni, cultura, etc) che riscaldano e nutrono l’anima e senza i quali, eccetto per la santità, una vita umana non è possibile.

p.152, L’ombra e la grazia, Simone Weil, Rusconi, trad. di Franco Fortini

Metaxu= avverbio greco che significa nel mezzo (nota di Fortini)

93 donne sono state uccise in Italia dall’inizio del 2021

Il 92% delle quali, sono morte per mano del partner. (L’Essenziale, 27/11/2021)

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El violador eras tú
El violador eres tú
El estado opresor es un macho violador
El estado opresor es un macho violador.

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Una relazione violenta è quella che compromette l’autostima della vittima.

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L’uomo che uccide una donna, prima l’ha maltrattata, picchiata, ricattata, minacciata, manipolata, abusata.

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Dalla violenza non si esce da sole: chiama l’1522

La mia libertà, vero Sule?

 

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Condannare le lacrime dovute alla privazione dei beni temporali e versate su se medesim*

La sventura che costringe ad affezionarsi ad oggetti miserabili svela il carattere miserabile dell’attaccamento. Più chiara ne diviene la necessità del distacco.

L’attaccamento fabbrica illusioni; e chiunque vuole il reale dev’essere distaccato.*

Da quando si sa che qualcosa è reale, non è più possibile essergli affezionati.
L’attaccamento non è altro che l’insufficienza nel sentimento della realtà. Si è legati al possesso di una cosa perché si crede che, se si cessa di possederla, quella non esista più. Molte persone non sentono con tutta la loro anima che c’è una totale differenza fra l’annientamento di una città e il loro esilio definitivo da quella medesima città.

(…)

Non pensare mai ad una cosa o ad un essere che si ama e che non si ha sotto gli occhi senza pensare che forse quella cosa è distrutta o quell’essere è morto.

Far sì che un simile pensiero non  dissolva il senso della realtà, ma lo renda più intenso.

Ogni volta che si dice: “Sia fatta la tua volontà”, rappresentarsi nel loro insieme tutte le infelicità possibili.

Due modi di uccidersi: suicidio o distacco.
Uccidere col pensiero tutto ciò che si ama: solo modo di morire. Ma soltanto quel che si ama. (Chi non odia suo padre o sua madre… Ma: amate i vostri nemici…)
Non desiderare che quel che si ama sia immortale.
Davanti ad un essere umano, qualunque esso sia, non desiderarlo immortale né morto.

pp. 28, 29, L’Ombra e la grazia, Simone Weil, Rusconi, trad. di Franco Fortini

* (dal 17 aprile 2021 in poi, —–> tensione verso il reale)

Non si cade nel bene

Non si cade nel bene. La parola bassezza esprime questa proprietà del male.

Anche se compiuto, il male conserva quel suo carattere di irrealtà; di qui forse la semplicità dei criminali. Tutto è semplice nel sogno. Semplicità che corrisponde a quella della suprema virtù.

(…)

Si può avere orrore di far del male agli altri soltanto se si è arrivati al punto in cui nessun altro può più farci del male (si amano allora gli altri, come dei se stessi passati).

pp. 88-89, L’ombra e la grazia, Simone Weil, Rusconi, trad. di Franco Fortini

Duet and Gratitude

DUET

Sometimes, when we came together, you scream
like you are being born. I sing like I am dying.

My skin in the morning cool, my feet on
the boards, finding my slippers. Pushing open
the gate of the kettle, for warmth. You are
in bed with a smile on your sleeping mouth.

You play Arab music, French music,
Madagascan music that I’ve never heard
I play UK rappers, minimal techno,
Alice Coltrane. Your hair is tied up with
colourful cloth as you move from the hips
through the flat. We cook for eachother.
We dedicate days to our lovemaking
Any less than a full day and you look at me, hurt.

I maintain a full wave at my neighbours
But worry about what they hear through the walls –
Aware of how often we wake the night
and call out for each other

GRATITUDE

I have seen us
Sat together in the evening

Not saying much.
Listening to the fire.

Or laid out on the camping mat,
Your fingertips pulling

At strands of my hair.
Or dancing

To flamenco in the living room.
Well – you dancing.

Me awe-struck, clutching
Your hips.

Your name like a bird
Trying to burst out of my throat

da Running upon the wires,/Un arpeggio tra le corde, Kae Tempest, Edizioni e/o a cura di Riccardo Duranti

sotto il doppio mento di Carlo Emilio Gadda